A scanner darkly

8 11 2009

Avevo in mente, nei prossimi mesi, di dedicare un pò di post ai film di animazione, da Gli incredibili a Shrek. Poi mi trovo nella programmazione di Italia 1 questo “film”: viene citato il cast prima del film, un grosso cast tra l’altro, ma si da anche peso agli animatori, ai quali si da molto spazio nei credits iniziali. L’animazione di questa storia da adulti sulla droga mi ha un pò scombussolato all’inizio, con le facce di Keanu Reeves, di Robert Downey Jr. e Winona Ryder disegnate prendendo come spunto le vere riprese e rese al massimo; poi la “tuta disindividuante” è la genialata della trama, tratta da un romanzo di Philip K. Dick, ma anche foriera della massima confusione (fino alla fine…), e che poteva essere resa al meglio solo al rotoscopio. Prima della fine del primo tempo poi mi sembrava di stare in una versione ancora più pazza di Pulp fiction, ma senza violenza, solo con i dialoghi più strambi. Il secondo tempo è dedicato al vero Dick, il grande anticipatore, il più grande immaginatore di fantascienza, saccheggiato da molto tempo, quindi c’è l’ulteriore straniamento subito dal protagonista, che fa il bravo agente infiltrato, fino in fondo, e ci provoca ancora più confusione, fino al finale e oltre.

Bello, da conservare, magari mettendolo insieme a Waking life dello stesso regista, Richard Linklater.





Sweeney Todd

7 11 2009

Potevo certamente ricordarmi di Johnny Depp, protagonista del film, ma mi ero dimenticato che era una delle sue solite imprese insieme a Tim Burton. Ormai è una coppia fissa. Stavo per desistere dalla visione di Sweeney Todd per l’inizio del film, che mi faceva pensare ad un musical horror, ma per fortuna la curiosità ha prevalso, quindi pochi minuti fa sono arrivato alla fine. Nelle due ore scarse ho pensato a due cose: il barbiere poteva entrare nella playlist delle vendette, tanto è l’odio, tanta è la perseveranza del diabolico, con il viso perennemente emaciato; la parte musicale del film, specie nei primi minuti, è notevole, e si inserisce benissimo, anche le canzoni a duetto.

Di recente ho visto Big fish di Tim Burton, e l’ho preferito a tutti gli altri film, da Edward mani di forbice a La sposa cadavere, e aspetto ancora di registrare Mars Attacks!, che ad ogni Natale mi perdo, ma generalmente non amo tanto questo regista; devo anche vedere Ed Wood e La fabbrica di cioccolato, già registrati, ma di solito non seguo le sue imprese, anche se magari cambierò idea.





Le scene cult – Top 100 (8)

7 11 2009

Non ricordo, ho postato qualcosa de La grande illusione?

Da Intrigo internazionale:

Il finale di Rosemary’s baby:





Master and commander

6 11 2009

Due le delusioni riguardanti la visione di questo film: la registrazione, che non ricordavo riversata su dvd da una cassetta vhs, quindi le scene notturne del primo tempo erano invisibili (come il combattimento finale), quindi un obbrobrio da dimenticare; le scene che dovrebbero essere dei colpi di scena, come quella del come rientrano in battaglia dopo la visita alle Galapagos e il motivo per cui il finale rimane aperto. Il resto del film è abbastanza avvincente, specie il primo tempo, e posso anche apprezzare la parte naturalistica del film, frutto del solito argomento trattato dal regista, quello dell’uomo a cospetto della natura, anche se alcuni di voi stasera possono aver cambiato canale. Una cosa che non avevo invece notato, ma che ho recuperato con la scheda di Wikipedia, è il coinvolgimento nella trama dei giovani, qui poco meno che adolescenti a bordo della Surprise e che vengono trattati come adulti, in un periodo della storia in cui forse imbarcarsi a quell’età era normale, anche come sottoufficiali.





E Invasion???

5 11 2009

A chi mi ha chiesto di recensire Invasion (2007).

Il dvd registrato non viene letto dal dvd recorder. Passo al player, riconosce il menù, parte in play ma si vede solo il simbolo di Joi.

Ritenta, sarai più fortunato…





Nemico pubblico – I primi minuti…

5 11 2009

…che dovevano essere 10 a leggere più fonti. Premium Cinema è un bel canale, ma qui scatta la protesta: perché prometterci tale anteprima se poi i minuti sono 5???

Non si capisce granché dal primo tentativo di fuga di Dillinger, tutto si è fermato alla corsa in macchina con il protagonista che tenta di farci salire anche un collega ferito a morte. Certo, si capisce che c’è la mano di Michael Mann, dai silenzi soprattutto, impronta riconoscibilissima. Le riprese sono montate velocemente come al solito, ma la cinepresa fa dei movimenti troppo ampi per il regista…strano.

Domani doveva essere il giorno della maratona al cinema, tre film in prima visione, ma A serious man non esce, quindi desisto.





La maratona del mese – Commedie

5 11 2009

Nei mesi scorsi ho capito l’utilità dei punteggi che Filmtv (rivista e sito) attribuisce ad ogni film, quindi sono nate le mie playlist e mi è pure venuta l’idea di guardare alcuni arretrati con gli stessi pallini.

Tutti (o quasi) i film in questione hanno due pallini di Humor e due pallini per il Ritmo. Ho visto 5 film in circa 24 ore, i seguenti titoli in sequenza:

L’ultima volta che ho fatto una cosa simile era tanto per ridere, quindi ho proseguito nel genere. Devo ammetterlo: la scorsa volta ho avuto difficoltà ad arrivare a fine giornata, mentre qui non ho resistito solo all’ultimo film, forse il peggiore dei 5. C’è una metodica nello scrivere delle commedie di questo genere, e capito il meccanismo è facile arrivare alle conclusioni; il nostro eroe viene descritto, viene inserito nel plot vero e proprio e qui partono le gag; successivamente si affronta un problema, più o meno terra-terra, con implicazioni morali più o meno alte. Poi c’è la debacle del protagonista, preceduta da una “scena madre”, di solito alla fine del primo tempo, e infine la rivincita con l’happy end e con una crescita personale. Banalità??? Ci sono arrivato solo ora, con tanti anni di passione per il cinema? Non lo so. Posso dire per effettiva sperimentazione che queste commedie non di altissimo livello sono una dimostrazione di come basta poco per fare una sceneggiatura. Ci sono delle differenze tra i film, ma per non dilungarmi mi fermo qui. Se volessi dare al massimo gli stessi punteggi di Filmtv posso dire che Zoolander ha un certo ritmo, seguito da La pantera rosa. Zoolander serviva abbastanza allo scopo primario della maratona, quello di ridere, mentre Quando meno te lo aspetti è abbastanza noioso e molto sdolcinato (ma forse non era rivolto al target a cui appartengo…o forse non ero del mood giusto?). Siamo da quelle parti anche per Tu, io e Dupree, mentre Relative strangers ha il ritmo sbagliato…

 





1997: Fuga da New York

3 11 2009

Tomobiki Märchenland si è rivisto questo film, e l’ho fatto anch’io.

Fuga da New York era un classico, quasi un cult, e per questo l’ho registrato e rivisto. Probabilmente ho conosciuto Carpenter con Grosso guaio a Chinatown, quindi era normale, da buon adolescente, passare a Iena, personaggio forse mitico anche adesso: militare anarchico che riesce a prendere in giro anche il mondo intero (il regista ha previsto il nuovo “ordine mondiale”, tra l’altro), con quella cassetta sostituita, scena che non ricordavo ma che potevo aspettarmi. Oltre a lui meritava senz’altro qualche scena in più Romero, il cui nome è già un film, mentre hanno affidato a Stanton un personaggio intelligente, neanche tanto disilluso o giocherellone come in altri film di quel periodo, dove stava sempre in secondo piano.
Ha ragione Christian nel dire che certo cinema è partito da qui. Vedo qualche somiglianza con il Bruce Willis di Die hard, ma mi sa tanto che quelli che hanno più di un debito con lui sono JCVD e Steven Seagal, e non solo per il plot dei film.
Il film è vecchissimo ma conserva bene, anche per l’uso non eccessivo di gadget tecnologici, forse addirittura futuristici, per l’uso limitato degli effetti speciali: ogni tanto mi sembrava di stare davanti ad un videogioco dei primi anni ‘80, ma va bene così.
Non dico che lo conserverò, ma c’è qualche possibilità che entri in archivio, magari nello stesso dvd de I guerrieri della notte.





Zitti e Mosca

2 11 2009

E io che credevo parlasse di più della morte del PCI e della nascita del PDS…Ci sono delle stilettate niente male sulla Quercia, anche perché è ambientato in Toscana, ma ciò che rimane del film è l’assoluta mescolanza di generi: storie d’amore più o meno travagliate, le goliardate, la parte drammatica, qualche spunto grottesco. Speravo meglio…





Il Torneo degli Oscar: primi Oscar del quinquennio

2 11 2009

Chi sta dietro a tutte le mie imprese sa che da qualche tempo è partito Il Torneo degli Oscar, iniziativa nata per dare la possibilità a tutti di attribuire gli Oscar. Le nomination sono le stesse dell’Academy, riprese da Wikipedia, ma non tutte: selezionate e aggiunte a due categorie ideate dal sottoscritto, quella di Miglior escluso e Miglior film italiano dell’anno. Siamo arrivati al 1986, ma ci sono anche gli Oscar del quinquennio, dal 1980 al 1984, con i film e gli attori che hanno preso più voti nei questionari precedenti (tra l’altro “sembra” che ci siano molte opzioni “popolari”).

Qui il link per votare.

Votate e fate votare!!!





Ocean’s thirteen

1 11 2009

Inauguro un nuovo spazio, forse due, in cui cercherò di fare la telecronaca di un film, quando possibile, e/o di sintetizzare un film in più o meno 10 scene da non perdere assolutamente (Ah, se non ci fosse la pubblicità…).

Stasera su Canale 5, alle 21.30.

Avevo promesso di buttarmi nell’intera trilogia di Ocean’s, ma sapendo a memoria i primi due mi sono dedicato all’ultimo capitolo disponibile della “saga”.

2° minuto: “Ma lei ha capito?” “E’ una cosa nostra”. Qui si ironizza, con una trovata geniale di sceneggiatura, sull’assenza dal film di Catherine Zeta-Jone e Julia Roberts, per cui si sprecano i dialoghi sulle crisi coniugali;

4° minuto: Entra in scena Al Pacino, al quale Giancarlo Giannini da un doppiaggio forse troppo enfatico;

6° minuto: “C’è un codice tra chi ha stretto la mano a Sinatra!”;

7° minuto: L’idea della vendetta: Il “Mike Tyson”;

23° minuto: “Scegli un disastro naturale”;

27° minuto circa: “Sta facendo il James Cameron” (bella l’idea dei nomi delle truffe);

42° minuto: Attenti ai termini tecnici (e al cinese capito). Rusty si conferma pieno di risorse;

44° minuto: “Il casinò di Bank fa ombra alla mia piscina”;

47° minuto: Entra in scena il naso di Linus;

51° minuto: Continuano i problemi coniugali;

55° minuto: Davanti ad Oprah tutti piangono…

61° minuto: Il Gilroy…

Il prosieguo e il finale sono pieni di colpi di scena, di ribaltamenti, di trovate più o meno geniali, più o meno hollywoodiane, sul quale non vorrei scrivere. Vi lascio alla visione del film.

 

 

 

 





Moonlight mile – Voglia di ricominciare

1 11 2009

Stanotte alle 03.05 su Canale 5.

Mi sono appena allontanato dalla tv, ho ancora in testa le note di Sweet thing di Van Morrison. Canzone meravigliosa, come tutta la colonna sonora di Moonlight mile, anni ‘70 ma con stile. Ho anche ascoltato un’altra canzone che avevo dimenticato, tratta da Giovani, carini e disoccupati e suonata dal juke-box verso la fine…guardo in IMDB…Rock’n roll Part II di Gary Glitter. Due le illuminazioni avute durante la visione: la prima, banale, è sull’ambientazione negli anni ‘70, ci sono arrivato dopo un pò…La seconda è il nome che sta dietro al viso dell’attrice di cui Jake/Joe si innamora, bella di per sè senza ricordarselo, ma poi….Ellen Pompeo di Grey’s anatomy!!!! A questo punto potrei innamorarmi anche di lei.

Moonlight mile ha avuto abbastanza giustizia nella traduzione del titolo in italiano, ogni tanto ci azzeccano. La voglia di ricominciare riguarda quella successiva ad un lutto, visto con gli occhi di chi stava vicino alla defunta. Nei primi minuti c’è chi dice che dopo una dipartita circola troppa adrenalina, non si dorme, ma poi tutto crolla. Ogni tanto ci sono momenti in cui sorridere, si ricorda, si riflette, anche sull’ipocrisia e sulla sincerità di chi ti vorrebbe stare vicino. Nel film tutto è molto rallentato, e le lacrime arrivano tardi, ma alla fine arrivano, e possono essere improvvise e/o lungamente attese. Poi arriva la volontà di andare avanti, di dire la verità, di cambiare un pò di cose, forse ancora influenzati dalle emozioni che si impongono. Anche questo fa parte della vita…

 





Le prime pagine delle riviste di cinema – Novembre (1)

1 11 2009

Ho scelto, visto che finora ho in mano metà (+ 1) delle riviste, di fare due rassegne stampa. Ho promesso anche di dedicare almeno due righe a Nocturno, e lo farò quando sarà nelle mie mani.

I siti delle riviste:

Filmtv

I duellanti

Ciak

Filmtv ha in copertina i protagonisti di L’uomo che fissa le capre, Ewan McGregor e George Clooney, film più inquitante di quanto si creda. Si dice che Clooney possa ricevere l’Oscar per Tra le nuvole, e che curiosamente McGregor, che ha odiato Obi-Wan Kenobi quando ha fatto Star Wars, va alla ricerca degli Jedi…

Filmtv rimanda anche a Colin Farrell, con un excursus sulla carriera e sulla sua vita movimentata all’interno. Johnny Depp è Nemico pubblico, e si parla del periodo d’oro del gangster-movie ad Hollywood. Poi c’è spazio anche per Lino Ventura, attore del quale devo colmare almeno la lacuna di Cento giorni a Palermo. Si parla anche di Nel paese delle creature selvagge, film “sull’infanzia, non per l’infanzia”, cosa che ne fa un prodotto diverso dal solito. Dalla gavetta arriva Cosima Coppola.

Ciak…Ciak…non so se New Moon è distribuito da Medusa, cugina di Mondadori, editrice del mensile, ma qui riesce a superare tutte le uscite scorse di Best Movie, con poster, speciali, etc…Tutte le copertine sono infatti dedicate a quel film. Ci sono solo piccoli richiami a Paz Vega, Amy Adams, a Christopher Lee e a Roland Emmerich. Due parole su di lui: prima gli alieni, poi il clima, e adesso le profezie…non è che porta sfiga in CGI? La lezione di cinema, come la chiama Ciak, è dedicata a Michael Mann per Nemico Pubblico, che come al solito per il regista mescola ambizioni e soldi.

I duellanti…ad una rapida lettura dei titoli sembra la rivista più intellettuale di quelle che recupero con questo post. Il primo film di cui parlano, con una bella foto in copertina, doveva essere senz’altro Bastardi senza gloria, sul quale arriva ad alcune delle mie considerazioni: i dialoghi sono la parte migliore del film, eccetto il finale, tutti visti come interrogatori, come partite a poker, ma ciò che mi è saltato agli occhi è il cast dell’inizio produzione, con parti proposte a Stallone, Willis, Sandler. C’è pure l’intervista migliore che ho letto a Matt Damon, e un’altra a Francois Ozon, il cui Ricky non dovrebbe essere maluccio. Si parla anche di Venezia, perché il numero de I duellanti è quello di ottobre, non di novembre…





Un’ottima annata

31 10 2009

Leggermente stoico procedo nel ciclo praticamente dedicato a Russell Crowe, ed ho dedicato gli ultimi minuti alla visione del film in questione. Dati gli elementi già noti, un film di Ridley Scott, regista anche di American ganster, dedicato all’arte del vino e stroncato da molti, mi ero seduto sulla poltrona con aspettative minorate. Il film dovrebbe essere una commedia, lo si deduce dal tono con cui si descrive la Francia e i francesi, con molti luoghi comuni. L’altro lato della medaglia è quello della vita di un broker finanziario, descritto molte volte da amici e colleghi come bastardo (nel film si usa un’altra parola), ma sempre “simpaticamente”. Poi ho avuto l’illuminazione: il film è di tre anni fa, e forse l’economia girava così bene che il protagonista delle vicende non poteva che essere positivo, quindi, ricordando come siamo arrivati alla crisi attuale, ho pensato all’ultimo film di Michael Moore, Capitalism: A love story (qui il trailer), e sono caduto dalle nuvole. Un’0ttima annata diventerà in fretta un film vecchissimo, anche se probabilmente il personaggio trova redenzione nella vita di vigna, anche se ci potrebbe essere  una nota di impegno sociale nel finale, ma non oso approfondire e mollo la visione dopo 30 minuti (per fortuna non l’ho riversato dall’hard disk del dvd-recorder a un dvd).





Rapimento e riscatto

29 10 2009

Stasera su Rete 4, alle 21.10.

…”E io farò tutto il possibile perché torni a casa sano e salvo”. Parole che possono stare sulla lapide che poggerei su questo film. Tony Gilroy ha firmato diverse buone sceneggiature, si vede anche dall’incipit tutto politico, ma qui si capisce benissimo dove (e come) si va a parare. Sono troppo vecchio per questi film…