Ingmar Bergman è un dovere per ogni cinefilo, ma diventa un bau bau, quasi l’uomo nero per un normale appassionato di cinema come me: sono nato a Spielberg e affini, poi mi sono evoluto a Scorsese e Coppola, quindi Bergman sembra veramente inavvicinabile. Credevo che l’estate scorsa, quando ho affrontato Il settimo sigillo per la prima volta, non fosse propizia al film, che con il tempo e la concentrazione necessaria potessi iniziare il discorso Bergman, ma c’è un limite anche per me, tra l’altro già accennato quando ho tentato la visione di Fanny and Alexander. Forse con una cultura classica avrei visto il film in questione con diverse prospettive, forse ad esempio la filosofia non sarebbe stata cosa lontana, forse…forse con gli anni a venire potrei riprendere in mano questo film, non lo so. Perdonatemi se non riesco a farne una “recensione” più ampia.
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ciao! ehm…ho fatto il test sulle commedie ce mi hai linkato sul blog….ma….alcuni titli che hai messo…non sono commedie!!!! :p
Prova a vedere “Il posto delle fragole”: è più accessibile e (a mio parere) anche più bello. In alternativa, “La fontana della vergine”.
Ciao
Christian
Spero facciano qualche altro film di Bergman su IRIS…