Il signore degli anelli – Il libro

16 03 2010

E anche questa è fatta. Dopo aver visto diverse volte l’intera trilogia cinematografica, ho ripreso in mano il libro, questa volta senza interruzioni. Ricordo che l’ultima volta che l’ho letto era quando prima ho visto La compagnia in vhs noleggiata, poi Le due torri al cinema e infine gli ultimi fatti li ho letti.

In quasi trenta ore di lettura, che analizzerò per ciò che mi ricordo di aver visto davanti alla tv o al cinema, mi sono meravigliato per le vicende e per come Jackson ha ridotto oltre un anno di storie dei protagonisti nelle oltre mille pagine del tomo. Dopo l’introduzione al mondo hobbit, salta all’occhio la “rapidità” con cui nel primo film, si passa dai festeggiamenti per Bilbo alla conoscenza di Grampasso: quanto ci mette il regista, mezz’ora? Eppure passano anni…Si introduce poi un personaggio che nella riduzione cinematografica non c’è, ovvero Tom Bombadil, uno dei pochi a cui si poteva affidare l’anello, a quanto pare. Altra libertà riguarda Anduril, che Aragorn possiede già, prima di far parte della Compagnia. E non c’è la rivalità tra Gimli e Legolas, o forse non si rivela che nel finale. Per un’impresa così grande ci dovevano essere tagli, rimescolamenti, e riletture, come la storia di Sam e Frodo, divisa in tutti e tre i film, ma alla quale Tolkien da più continuità. Le battaglie poi sono enfatizzate (le frecce prima o poi finiscono…), i viaggi, i luoghi, e certi personaggi minori vengono sceneggiati “a dovere”. Le scene riguardanti l’afflizione del portatore dell’anello non sembra poi così grande, e non c’è la pagina shakesperiana di Denethor. La fine di Sauron è vista tutta con gli occhi dei hobbit, e quella meravigliosa frase, così epica, nella battaglia finale contro Mordor, quel “Per Frodo” pronunciato dal resto della Compagnia non mi sembra venga pronunciato. L’epilogo è, oltre alle appendici, più lungo di quanto si immagini. Anche se già si ricorda il Ritorno del re per il finale lunghissimo, si deve ammettere che Jackson ha tagliato moltissimo, a partire dall’avventuroso ritorno in Contea dei 4 mezzuomini.

Nei prossimi anni credo che riprenderò in mano questo libro, e cercherò di andare al di là di questa analisi così cinematografica, e di leggerlo senza il pesante fardello dei film. Se volete andare oltre penso vi basti la pagina di Wikipedia sulla saga.


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4 responses

17 03 2010
Barbara

Fortunatamente ho letto e riletto più volte il libro prima che ne facessero un film!

17 03 2010
agegiofilm

Se i film fanno riprendere in mano i libri benvengano direi.

18 03 2010
Barbara

Ma vuoi mettere leggere il libro prima? Immaginare la faccia di Granpasso, i piedi pelosi degli Hobbit… lo stufato di coniglio, le verdi pianure di Roan. Mi pare di esserci stata!

18 03 2010
agegiofilm

Per una saga del genere, letta da tantissimi come te per oltre 40 anni, forse fantasticare era positivo, non lo metto in dubbio. Ma doveva trovare uno “sfogo” cinematografico.

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