N – Io e Napoleone

3 02 2010

Difficile affrontare un personaggio del genere. Ci aveva provato, o almeno pensato, anche Kubrick, ma forse meritava più di un film. Ecco quindi che lo si prende alla leggera, come nel film da me visto in precedenza, oppure come “motore” per altre vicende. E’ il caso di questo film, in cui un proto-anarchico, o meglio, uno degli ultimi giacobini, tenta l’assassinio del re dell’Elba. Siamo quindi all’altro esilio, forse l’unico modo per descrivere il personaggio, da fermo, altrimenti ci vogliono i mezzi. Paolo Virzì era uno dei pochi che poteva descrivere la rimanenza di Napoleone nell’isola, tanto vicina alla sua amata Toscana, e sceglie Elio Germano (bravo) come protagonista: per le sue idee si trova prima allontanato da famiglia e dal lavoro, ma proprio per esso, in uno dei soliti giri del destino, si trova a fare  l’assistente all’ex-imperatore. L’idea dell’attentato è forte, ma mano a mano che impara a conoscere l’ingombrante cittadino si convince che forse è meglio evitare; lui ha i suoi difetti, certo, e alla fine dimostra tutta la sua tirannia con il maestro morale del protagonista, un libertario, con la scena più drammatica del film; sappiamo più o meno come va a finire, e l’happy ending, assicurato per gli altri protagonisti del film, è menomato.

Ci vorrà sempre coraggio per affrontare Napoleone, anche come produttore o regista.


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