Cuore sacro

10 01 2010

Ozpetek mi ha già sorpreso per La finestra di fronte, talmente tanto che anche per lui il cinema italiano, amato e/o odiato, ha un pezzo del mio cuore. Cuore sacro parte lontanissimo dai luoghi frequentati dal regista, dalla Milano più che bene, piena di soldi ma contenta di averne ancora di più. Poi arriva una bambina, ladra, simpatica, con un passato mai svelato, sorprendentemente caritatevole. Per la protagonista, la ricca manager interpretata da Barbora (si, si scrive così) Bobulova, inizia ad incrinarsi il cuore di ghiaccio: avrà pensato ad un’adozione, ma le cade il mondo addosso quando la bimba muore; pensa di dare tutta se stessa ai poveri, e insieme forse arriva la crisi nervosa, che si evolve con un finale sorprendente. E’ una mezza favola, o almeno i protagonisti non si incontrerebbero mai nella vita reale, ma ci si lascia trasportare nella storia. Non avrei dato neanche una possibilità ad un altro regista al di fuori di Ozpetek, specie dopo i primi minuti.


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