Finchè c’è guerra, c’è speranza

31 05 2009

Alberto Sordi ormai, per me, è Alberto Sordi. Ora sto recuperando alcuni suoi film, non solo commedie, e mi divertono abbastanza. Nel film in questione c’era qualcosa che non andava, un deja vù se volete, e fino alla fine del primo tempo non riuscivo a capire. Poi mi sono accorto che è praticamente la storia di un trafficante d’armi e del suo rapporto con la famiglia (ma non solo)…non vi viene in mente niente? Lord of war, ecco cosa mi ricordava!!! Non lo vedo da un pò, e l’ho visto una sola volta, ma il soggetto è lo stesso. L’unica differenza è che a scriverlo, dirigerlo e interpretarlo è un italiano, ma non uno qualsiasi: l’Albertone nazionale c’ha messo di suo e c’ha messo dell’italiano all’estero, fino al finale, tristissimo, per il quale io speravo nell’happy ending. No: la famiglia è la cosa più importante per un italiota, quindi via, anche se le guerre portano sofferenze, anche se gli oggetti (“non esistono pistole cattive o buone”, dice nel film il commesso viaggiatore”) uccidono, anche se i soldi arrivano da dittatori o generali guerrafondai. Attenti a non divertirvi troppo con questo film…

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