Le ali della libertà

5 01 2009

Scena più famosa: La fuga dalla prigione

Parole memorabili: “La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose, e le cose buone non muoiono mai…”

Regia: Darabont ha diretto altri film tratti da King, come Il miglio verde, ha scritto anche una delle sceneggiature di Indiana Jones passate sotto il vaglio di George Lucas, queste sono le cose che ricordo ora di lui. Nella biografia su Mymovies leggo che ha scritto un bel pò di sceneggiature, quindi capisco da dove viene fuori Le ali della libertà.

Attori: Tim Robbins è perfetto nel ruolo del bancario ingiustamente accusato, con quella faccia un pò così. Mi dispiace invece per Morgan Freeman, attore quasi sempre relegato al ruolo di spalla (oltre tutto il suo doppiatore italiano mi pare sia diventato la voce-off per antonomasia…). Nel casting si sono anche scelti attori che in tanti anni non hanno avuto fortuna. Da citare l’attore che interpreta il direttore, uno dei più cattivi del genere e del mio immaginario.

Soggetto e sceneggiatura: Darabont sa scrivere, e forse ha fatto un bel lavoro di riduzione da Stephen King, il cui racconto è uno dei primi che voglio prendere in mano quando inizierò a “leggere i film”. Il soggetto è quasi classico, ma aggiornato al cinema anni ’90, con le furbizie del caso.

Dialoghi: A tratti irresistibili quando ci sono i compagni di sventura del protagonista.

Effetti speciali: I segni delle botte sul viso di Dufresne sono il massimo consentito.

Tecnologia nel film: C’è pochissima roba che fa capire il lasso di tempo che trascorre Tim Robbins in prigione.

I miei Oscar: Sceneggiatura, naturalmente.

Gli Oscar veri: 7 candidature, anche tra le più importanti, ma niente Oscar.

Libro: Non è un libro, ma un racconto di King.

Citazioni: Questa volta ho scoperto un paio di citazioni, facili facili per chi ama il genere carcerario. Una è tratta da Fuga da Alcatraz, cioè quando Andy da il verme a Brooks per il suo animale di compagnia; l’oggetto con cui è stato incarcerato il protetto del protagonista, quello che ottiene il diploma in carcere, è un tv, come per l’amico di Edward Norton in American history X.

Schede: Filmtv, Mymovies, Wikipedia, IMDB

Prosecuzione delle vicende: Ormai i protagonisti sono in salvo in Messico, e aprono un baretto sulla spiaggia, come sognano in tanti..

Sondaggio:

Meglio di, peggio di: Insuperabile nel genere carcerario, quasi alla pari di Nick Mano Fredda.

Stesso genere: Fuga da Alcatraz, per l’intelligenza del protagonista

Riflessioni e ricordi: Uno dei più bei film della stagione di 6 film al giorno tra ’97 e ’98. La sua bellezza rimane invariata anche dopo anni, anche dopo che sai come va a finire, e ti dimentichi di cercare le sbavature alla trama. Da qui in poi ho seguito Tim Robbins, da qui in poi Morgan Freeman è diventato forse un attore troppo presente nei film che mi piacciono, Seven per primo.

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6 responses

13 01 2009
arwenh

Il mio film preferito.

La scena memorabile non e’ tanto la fuga dalla prigione, quanto l’istante in cui alza le braccia al cielo, e lascia che la pioggia lavi via le traccie della prigione. Pioggia catarchica.

Tra l’altro quella scena, che e’ il punto emotivo piu’ alto del crescendo della fuga, e’ stata copiata ovunque. Ad esempio in Pleasaantville, c’e’ la stessa identica scena, la pioggia che segna una catarsi, un cambiamento, con la stessa ripresa dall’alto.

13 01 2009
agegiofilm

Non ho fatto caso alla pioggia, ormai il protagonisa è redento già da un pezzo….

15 03 2009
daniele

UN bellissimo film dove la centralita sta sulle cose importanti della vita, ci fa capire che molto spesso tutto ciò che sottovalutiamo e diamo per scontato ….. sono le cose importanti della vita, certo un po triste in alcuni punti , scontare una pena ingiusta , ma questo accade spesso anche nella vita reale, quindi realta è ingiustizia si mescolano come nella vita reale rendendo il film molto attiguo alla realtà odierna

15 03 2009
agegiofilm

Per fortuna il protagonista ha pensato da subito alla fuga…

10 03 2010
Brendon77

Un film meraviglioso, un raro caso in cui la trasposizione cinematografica supera il racconto da cui è tratto. Una pellicola lunga che scorre via senza un attimo di noia, di pesantezza; al contrario è fluida e lineare e gli attori tutti molto bravi.

La mia scena preferita? Quella finale, quando i due amici si rincontrano sulla spiaggia con la compagnia dell’oceano Pacifico di un blu intenso. Mi commuove sempre!

Molte le scene memorabili da vedere e rivedere. Molti i dialoghi da ascoltare e riascoltare.

Innumerevoli i messaggi che il film ci vuole dare, l’amicizia, la speranza, la libertà….

Sono troppe le parole che dovrei trovare per descrivere questo film…

11 03 2010
agegiofilm

Cinema classico, di film così non se ne vedono tanti. Tra qualche settimana dovrei leggere anche il racconto dal quale è tratto.

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