Minority report

25 12 2008

Ormai sappiamo quali sono gli elementi fondamentali del cinema di cassetta di Spielberg: effetti speciali e tecnologia. Anche nel film della sua vita però, Schindler’s list, il regista è riuscito ad inserire il cappottino rosso con un trucco che devo ancora capire, figurati in un film come quello in questione, in cui c’era il re di Hollywood di qualche anno fa, ossia Tom Cruise. Questi due mostri del botteghino volevano collaborare da un pò ed hanno trovato una storia di P. K. Dick da adattare per lo schermo, ma hanno piuttosto esagerato: l’attore non va al di là del minimo sindacale richiesto, ma la tecnologia è ipertrofica, quasi non riesci a star dietro alle trovate, agli effetti speciali e ai gadget tecnologici del nostro futuro possibile tra 50 anni; oltretutto per parlare del controllo al quale sarebbero sottoposti i cittadini americani dopo l’11/9 si usa un’arzigogolata sceneggiatura…No, Spielberg ci ha regalato pagine migliori, senza tale dispiegamento di mezzi, eccessivi anche per un fanatico della computer graphic o di Dick. Ho digerito male questo film.

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