Sugarland express

4 12 2008

Questo è un film strano, se si guarda al primo film della carriera di Spielberg. Il soggetto è abbastanza normale, c’è chi ha detto che è addirittura banale, anonimo, ruffiano. Nel Castoro dedicato al regista si dice che quest’ultimo lo volesse “commerciale”, ipotesi confermata se Spielberg afferma addirittura che l’eroe vero è la polizia…Morandini parla di lucido e amaro saggio…mah…io vedo le solite persone normali coinvolte in circostanza straordinarie: se si considera che Spielberg è re Mida del cinema commerciale, e si guarda a questo film come ad una commedia (anche se il finale lo riscatta e lo fa entrare comunque tra i film che sono usciti in quel periodo), allora si può dire che i protagonisti non si rendono conto dell’eccezionalità delle loro vicende. La responsabilità dei poliziotti è quasi paterna, confermata dal clima di “notte a casa senza papà e mamma” che si crea ad un certo punto tra sequestratori e sequestrato. I bambini, altro elemento sempre presente nei film del regista, non hanno l’età di Baby Langston, ma i fuggitivi ne possiedono l’incoscienza. Si conferma tutto il cinema di Spielberg che conosco quindi, e si fa anche un pò di critica: sociale, naturalmente, ai mass-media, alle masse e a certa gente che gira con le armi in cerca ossessiva e ossessionata di delinquenti.

P.S. In alcune scene gli inseguimenti mi ricordano The blues brothers, non pare anche a voi?

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