Train de vie

17 11 2008

Non riconoscevo più questo film, non ricordavo la colonna sonora dell’inizio, così drammatica che ti fa dimenticare la famosa domanda: si può ridere anche dell’Olocausto??? Una domanda che alla fine del film verrà risolta, ma prima di cadere dalle nuvole ci sono 90 minuti di risate su comunismo, fascismo, nazismo, ebraismo, tutto con gli stessi protagonisti, ebrei che si inventano un finto treno di deportati per sfuggire alla morte, si dividono in nazisti (per camuffare il treno) e comunisti (dopo il viaggio in città di uno di loro, che istituisce il soviet del vagone), e questi ultimi reclamanano i privilegi che hanno i primi. C’è spazio anche per la resistenza, che cerca di far saltare il treno (rinunciano quando vedono ebrei e finti nazisti che pregano insieme per lo Shabbat), per i veri nazisti, con alcune scene bellissime, e per un’altra parte del mondo presa di mira da quei pazzi.  Ma c’è anche tanto da riflettere, e non solo sull’Olocausto. Il finale ti toglie il fiato, e ti fa schiantare sulla realtà.

Ecco una delle scene:

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