Buongiorno, notte

23 10 2008

Avevo 6 anni quando è successo il fatto alla base del film, il rapimento, il sequestro e l’assassinio di Moro. Ognuno ha i suoi ricordi personali, si sarà fatto una opinione sui mandanti e i complotti che possono stare alla base di ciò che ha cambiato la politica italiana di quegli anni, anche se ormai è filtrata attraverso la storia, se certi studenti fortunati arrivano a studiare gli anni ’70. Perché c’è qualcuno che ha il coraggio di raccontare quel periodo.

Ieri si parlava di nuovo cinema italiano a Otto e mezzo, sottotitolo inflazionatissimo, ma con personaggi intervistati piuttosto interessanti come Domenico Procacci, produttore quasi infallibile ma sicuramente bravissimo. Nelle sue mani aveva le bozze di Gomorra prima che uscisse in libreria, e come al solito è stato molto lungimirante. Ad un certo punto si è parlato di fasi della filmografia italiana, e si ricordavano gli anni ’70, quelli di Petri, di Gian Maria Volontè; di contro si parlava di Tarantino che ha espresso le sue critiche verso il cinema italiano di adesso, a tratti piagnucoloso, a tratti demente. No: il cinema italiano, anche se non è assolutamente il mio preferito, non ha fasi se qualche anno fa è uscito Buongiorno, notte, che parla di BR, di Moro, rappresenta il Papa come pochi hanno avuto il coraggio di fare. Ricordo anche L’ora di religione, che aspetto rifacciano in tv per farmi il dvd. No, il cinema italiano non ha bisogno di generalizzazioni, ha bisogno però di produttori come Domenico Procacci.

Ne ho sentite tante sul sequestro, ho letto abbastanza (nel film è stata anche inscenata la seduta spiritica…), ma mi manca Il caso Moro con Volontè. Mi sentivo piuttosto male per tre cose, oltre per la rappresentazione del sequestro di Moro: gli occhi bellissimi, magnetici e nerissimi di Maya Sansa, una che dobbiamo tenere d’occhio nei prossimi anni; Shine on you crazy diamond dei Pink Floyd più volte usata nel film, canzone abbastanza snervante, quasi ansiogena; il Moretti interpretato da Luigi Lo Cascio, impressionante.

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2 responses

23 02 2010
controreazioni

Concordo sul film, un pò meno sul fatto che il cinema italiano non abbia fasi. Purtroppo Tarantino, almeno per me, ha ragione da vendere.
a presto,
gregorio.

23 02 2010
agegiofilm

Lo ammetto: sto cambiando idea. Si va effettivamente a fasi: la commedia all’italiana, amatissima da chi tiene questo blog, e certi film degli ultimi anni (La sconosciuta, ad esempio) provano che si va a fasi. Anche Gegio ha dei ripensamenti…

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