Addio Paul

29 09 2008

Ho appena finito di vedere Nick mano fredda, che insieme a Lo spaccone faceva parte del mio tributo a Paul: non riesco a togliermi dalla testa il sorriso scanzonato di Nick, come diceva il personaggio di George Kennedy; chissà se come Nick si è messo in pace con il destino, che negli anni in cui è stato girato il film non era altro che chi ci guarda da lassù. Questo aspetto di Nick mano fredda non l’avevo mai considerato, forse maturando con l’età, forse senza considerarlo meramente un film di prigioni da domenica pomeriggio, quando magari Rete 4 manda i suoi classici (ho toppato alla grande sui film che avrebbero trasmesso in tv sabato…), ci avrei visto anche la ribellione del protagonista, che ne fa una bandiera pre ’68, come Steve McQueen che inforca la moto in La grande fuga; invece questa volta ho notato l’abiura che fa Nick dello sbandierato ateismo, vai tu a capire gli anni che avanzano…

Lo spaccone non l’avevo mai visto: l’ho registrato un bel pò di tempo fa, e l’ho lasciato lì per i tempi peggiori, periodo che poi sarebbe diventato la visione della mia Top 100. Per Paul ho fatto un eccezione, e ora riesco a capire come Lo spaccone sia nel cuore di tanti. A parte i biliardi, che amo senza praticare, ricordavo che anche qui Paul interpreta un perdente che si riscatta. Ma se nel film di Rosenberg il protagonista in un atto di estrema e ultima ribellione viene colpito da uno dei boss, ne Lo spaccone riesce a divincolarsi da un certo ambiente delle scommesse, e ne esce vincitore e vivo. A far da collante in questi due film ci sono le donne: la madre in Nick mano fredda, la cui morte è forse il motivo che lo porta a tentare la fuga più volte; la ragazza che incontra alla stazione dei bus dopo una batosta al tavolo verde, che si suicida anche per causa sua e per la quale si batte con Minnesota Fats e il suo sponsor, anche lui colpevole. Ho trovato quindi del buono in alcuni film interpretati da Paul, non solo ribellione e fatalismo.

Gli altri film che ho visto (o che ho già registrato) dell’attore sono:

  • Era mio padre, da recuperare;
  • Per amore…dei soldi, in predicato di visione;
  • Le parole che non ti ho detto, forse il blockbuster che l’ha messo in pensione;
  • Mr. Hula Hoop, in cui ha un ruolo bellissimo da cattivo;
  • Il colore dei soldi, imparagonabile a Lo spaccone, di cui vuole essere il seguito;
  • Il verdetto, uno dei migliori film dell’attore;
  • Quintet, un film di fantascienza di Altman, con cui avrebbe fatto anche
  • Buffalo Bill e gli indiani, film quasi western post ’68;
  • il classicone Inferno di cristallo, rivisto di recente senza troppe aspettative;
  • La stangata, una delle migliori truffe cinematografiche, che ricordo fin dalla prima visione da bambino;
  • Butch Cassidy, anch’esso da vedere prossimamente;
  • Detective story, noir che non ricordo;
  • Intrigo a Stoccolma, con quasi le stesse atmosfere di Intrigo internazionale;
  • Exodus, film dalla durata infinita ma che devo recuperare.

Da Nick mano fredda, il dialogo con Dio:

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3 responses

1 10 2008
Steve McQueen

“Nobody ever ate fifty eggs.”
Byez

2 10 2008
merlocanterino

A proposito di perdente che si riscatta “Il verdetto” ne è un esempio bellissimo. “La stangata” e “Butch Cassidy” sono meravigliosi esempi di scanzonataggine o scanzonateria con sfumature diverse che solo i grandi attori sano regalare. “Intrigo a Stoccolma” si può paragonare a “Intrigo internazionale” soltanto perché i protagonisti sono maestri di ironia, ma anche qui con modi completamente diversi: Newman è sbruffone e incosciente, Cary Grant è (è stupido fare paragoni, ma Grant è insuperabile, non a caso è uno dei preferiti di Hitchcock) magistralmente ironico, da vittima del caso passa a protagonista dell’azione senza mai perdere eleganza e sarcasmo. “Exodus” ha il pregio (forse anche per merito di Newman) di farti capire che all’inizio della guerra tra Israele e Palestina non c’era l’odio tra due popolazioni diverse ma l’ingordigia degli interessi politici anche occidentali.

2 10 2008
agegiofilm

Quasi quasi la prossima volta che fanno Il verdetto in tv me lo registro…
Se parliamo dello stesso film (…si, Filmtv, quanto ti uso…), Intrigo a Stoccolma mi ricorda molto il film di Hitchcock (e rileggendo la trama mi ricorda Top secret! degli Zucker). Invece ho perso Exodus, trasmesso su Italia 7 qualche giorno fa. Lo voglio rivedere non solo per Newman, ma anche per i fatti che mi racconti anche tu.
Già che ci sei: il link che mi hai mandato qualche tempo fa, è troppo intellettuale per me, io sono più sul popolare.

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