Il maratoneta

13 08 2008

Un film impressionante per i temi affrontati, l’Olocausto e l’ombra del maccartismo, di cui si accenna appena,  e per alcune scene, da quelle famose degli interventi ai denti di Dustin Hoffman, al drammatico riconoscimento dell’Angelo bianco dei campi di Auschwitz. Ma, almeno nella prima parte, il film appartiene un pò anche al genere spionistico, dato che il cattivo è un nazista rifugiato nel Sud America, e un ramo del governo USA vorrebbe approffittare delle ricchezze accumulate durante lo sterminio degli ebrei. E’ proprio questo che non va nel film: o lo fai drammatico, o lo rendi un film di spie, non puoi mettere certa carne al fuoco, puoi incasinare tutto. Dustin Hoffman è quasi perfetto nel ruolo di studente di storia con la passione per la maratona.

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2 responses

14 08 2008
merlo canterino

sono proprio d’accordo su questo modo di giudicare un film, nel senso che si può fare tutto e può essere bello o interessante qualunque genere, ma non mettendo di tutto un po’ senza scegliere il registro: “o lo fai drammatico, o lo rendi un film di spie, non puoi mettere certa carne al fuoco, puoi incasinare tutto”.

14 08 2008
agegiofilm

Apprezzo entrambi i generi, poi i film migliori sono sempre stati quelli drammatici. Ma qui Roy Scheider era un pò fuori posto. Pensa se il dentista fosse arrivato senza preavviso alla bocca del maratoneta, e se avessero ampliato il discorso del padre del protagonista.

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