Magnolia

8 08 2008

Questo film mi è costato carissimo: il videoregistratore era andato in malora, e si era mangiato la videocassetta, quindi ho dovuto sostituire il primo e  pagare al videonoleggio la seconda. Alla seconda visione ho tremato lo stesso, anche se ho potuto apprezzare in pieno il film. Una piccola catena da 6 gradi di separazione, anche se in questo caso ad unire i personaggi ci sono le situazioni più strambe (penso al finale, soprattutto) e le tragedie più dolorose, che solo P.T. Anderson, quello di Ubriaco d’amore, poteva trovare. Ho iniziato ad apprezzare il regista con questo film, che sta crescendo veramente bene a giudicare dalle recensioni de Il petroliere, ultima sua fatica che devo ancora vedere. Ci sono molti attori poco famosi ma bravissimi, William H. Macy ad esempio, ma c’è anche Tom Cruise, che qui fa il cazzone, ruolo che ha interpretato tra Mission: impossible 1 e Eyes wide shut: la sua carriera stava per prendere una piega strana, ma poi ci ha ripensato ed ha abbandonato un certo cinema quasi-impegnato per i seguiti di Mission: impossible e gli altri blockbuster.

Con questo film ho iniziato ad apprezzare anche Aimee Mann, che mette nel soundtrack alcune sue canzoni, insieme agli archi che ad un certo punto mi hanno ricordato l’odioso Ultimo bacio. Verso il finale i protagonisti cantano Wise up:

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