Il diario di Bridget Jones

2 08 2008

Ho sempre seguito Renèe Zellweger, da Jerry Maguire in poi. E’ una delle donne più belle che ho mai visto al cinema. E’ pure molto simpatica, almeno nei ruoli da commedia che le affidano, a partire dal film del post. E’ anche una brava attrice, se per interpretare Bridget Jones ha imparato l’accento inglese ed è ingrassata (due volte, anche per il seguito) affinché i mutandoni leva pancia le stessero a pennello: si è bevuta molte pinte di Guinness, a quanto ha detto, e non posso che darle tutta la mia stima.

Il film, anche se spezzettato, pieno di sketch simpatici, ha una sceneggiatura scritta bene, i personaggi sono azzeccatissimi (Colin Firth quasi del tutto imperturbabile, da buon inglese, e Hugh Grant nel solito ruolo di bastardo, ormai lo chiamano solo per questo) ma il plot è quanto di più banale si possa trovare in giro: una single trentenne che cerca di migliorare la sua vita, amorosa soprattutto. Forse ha funzionato l’identificazione di diverse donne nei panni di Bridget… ragazze, una domanda: Il diario di Bridget Jones è un cult per voi, è forse una sorta di ancora nei momenti di depressione? Io lo conservo solo perché c’è una delle attrici più belle e brave di questi anni, non riesco ad identificarmi nei ruoli maschili, lontanissimi da me.

Ah già: la colonna sonora è curatissima, a partire dai titoli di testa:

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