Pleasantville

5 05 2008

Cosa da colore alla vita? Il sesso, l’amore, la pittura, il rock, i libri, la famiglia, o le emozioni che tutto ciò può dare? A parte questa domanda retorica (esclusa la pittura, della quale non ho mai capito una cippa), ciò che mi sorprende di Pleasantville è l’uso dei colori. Avete presente la bambina dal cappotto rosso di Schindler’s list? Il film, o almeno le vicende principali, partono dal bianco e nero, con l’inserimento prima di particolari. poi di oggetti, paesaggi e persone in un crescendo di colori inseriti nella pellicola insieme al bianco e nero. Lo so, siamo alle sequenze di pochi secondi che costano milioni di dollari (vedi il documentario della lotta di Anakin/Darth Vater nel dvd de La vendetta dei sith), e gli effetti speciali possono ancora soprenderci. Pleasantville invece usa i colori, un elemento ormai naturale dello schermo, piccolo o grande che sia, come pochi film hanno saputo fare (a me viene in mente Al di là dei sogni…), e li pone al centro della storia, in un mondo in bianco e nero alla Truman show, dove tutto è preordinato, meccanico, previsto o prevedibile, dove tutto è stabilito dalle sceneggiature del telefilm.  Con questo film il regista, figlio di uno sceneggiatore perseguitato durante il maccartismo, ha forse voluto denunciare il grigiore della normalità e delle idee comuni, e ci è riuscito in pieno.


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2 responses

12 05 2008
adet

Il regista ha fatto un uso davvero originale del colore: si inizia in America, vita frenetica, colori praticamente normali. Poi si entra nella cittadina di Pleasantville, in cui tutto è in bianco e nero, Queste tonalità neutre hanno una connotazione molto negativa, non solo perché nascondono la vera bellezza della natura e delle persone, ma anche perché simboleggiano l’antico, la tradizione, la chiusura mentale, che vengono contrapposte ai colori vivi, in particolare il rosso, il verde e il blu, che invece rappresentano la novità, il progresso, l’uscire fuori dagli schemi e dalle imposizioni. Infatti, solo alla fine, quando i personaggi prenderanno a poco a poco coscienza della libertà loro negata dal tradizionalismo, cominceranno ad apparire i primi colori vivi, come il rosa sulle guance… simbolo di peccato… finché tutta Pleasantville, conosciute le vere bellezze della vita, dirà sì ai colori!

13 05 2008
cristian

Ecco cosa mancava alla mia recensione, grazie!!!!

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