Love actually

20 03 2008

Fuori tempo massimo per un film di Natale, ieri ho visto Love actually. C’è subito da dire che lo sceneggiatore, anche regista, è lo stesso di Quattro matrimoni e un funerale, Notting hill, dei film di Bridget Jones e di diversi episodi di Mr. Bean. Essendomi sempre piaciuto Quattro matrimoni, pieno di quell’humour tipicamente inglese, ho seguito negli anni questo sceneggiatore, che da il meglio in questa commedia sentimentale ambientata sotto Natale. I personaggi sono tanti, le situazioni pure, e i personaggi si piegano ai diversi aspetti dell’amore, da quello fisico a quello filiare, da quello non dichiarato a quello quasi molesto. Gli interpreti, quasi tutti simpatici, superano diverse volte il limite della volgarità (Canale 5 lo ha trasmesso in prima serata con il bollino rosso), a partire dal cantante rock riesumato, per poi proseguire con le controfigure. Ma c’è anche molta tenerezza, come l’innamorato di Keira Knightley, o il padre appena diventato vedovo alle prese con il primo amore devastante del figliastro undicenne. Come in tutti i firmati dal regista/sceneggiatore, ci sono Hugh Grant, qui addirittura primo ministro inglese e Rowan Atkinson alias Mr. Bean. I critici lo hanno stroncato, ma a me piace.

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