Il castello

17 02 2008

Un film, forse l’unico, che mescola esercito e carcere, due personalità in conflitto come in una partita a scacchi, dove il cattivo direttore forse crede di giocare fino alla tragica fine, affascinato almeno all’inizio dalle mosse del generale pluridecorato e imprigionato in un penitenziario militare. Si può vedere il film seguendo i sottogeneri, e si possono avere visioni diverse della trama, specie se si è affascinati dai militari. Comunque rimane un bel film. A recitare nella parte del grande capo dei carcerati c’è Robert Redford, uno dei pochi attori perfetti, per impegno politico, per fascino, per intelligenza e per esperienza. Si muove tra film commerciali, in particolare durante gli ultimi anni, e film d’impegno, specie negli anni ’70 (quando si faceva il suo nome per tutti i film più famosi), per cui diventa un’icona del movimento e del cinema indipendente. Per quest’ultimo fonda il Sundance, istituto e festival delle grandi promesse del nuovo cinema. Io l’ho conosciuto per La stangata, uno dei film meno impegnati, poi sono venuti Tutti gli uomini del presidente e I tre giorni del condor…


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