La morte e la fanciulla

26 11 2007

Siamo nell’America latina, in un paese non precisato, dopo la caduta del regime militare. Una donna prepara la cena per il marito, avvocato e neo presidente della commissione che indaga sulle torture e le sparizioni di innocenti avvenute durante la dittatura. Un uomo accompagna a casa l’avvocato, e la donna riconosce la voce di colui che l’ha torturata e violentata 15 anni prima. Dopo il sequestro, inizia una specie di processo, alla fine del quale arriva la confessione, ma senza una pena esemplare.

Un film durissimo, che non fa sconti nel raccontare ciò che potrebbe essere successo veramente. Ho visto per la prima volta questo film poco tempo fa, e non ho potuto che metterlo nello stesso dvd di Una pura formalità, con Roman Polanski attore. Stessa ambientazione, una notte piovosa, pochi protagonisti, e quasi un solo set per entrambi i film. Ne La morte e la fanciulla c’è una Sigourney Weaver lontana dalla fantascienza di Alien, ma ci mette la stessa aria da incazzata.

Dello stesso regista possiedo:

  • Chinatown, tra i 50 migliori film che possiedo
  • Il pianista, tra i film premiati di più dagli Oscar
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