L’avvocato del diavolo

15 10 2007

La prima volta che ho visto L’avvocato del diavolo era al cinema: ne sono uscito sconvolto. Non tanto per il ritratto fatto degli avvocati, influenzato dal personaggio del grande Al Pacino, ma per il finale, annunciato e sussurrato per tutto il film: Pacino si definisce “un padrone dell’universo sottovalutato dalla nascita”, anche se usa la legge e si ritiene un umanista. L’unica cosa che quasi salva alla fine Keanu Reeves, il giovane avvocato che non perde mai, è il libero arbitrio, e gli sceneggiatori lo usano in modo abbastanza blasfemo. Il film vale per tutta la durata, ma ci sono tre scene da ricordare: la scena iniziale, che farebbe dell’Avvocato del diavolo un film vietatissimo, o inconcepibile in prima serata (cosa smentita dai fatti); la scena del bambino in casa Lomax, horror puro; la canzone di Sinatra nel finale apocalittico del film.

Uno degli sceneggiatori, Tony Gilroy, ha sceneggiato la saga di Bourne e Michael Clayton.

Il prefinale:

Update del 28/4/2009: Forse è sottovalutato…

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One response

20 11 2007
Angel heart - Ascensore per l’inferno « A gegio film

[…] che fa delle apparizioni importanti non per la loro durata ma per il personaggio che interpreta, rifatto anni dopo da Al […]

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