
Scena più famosa: Quelle in cui Zelig si mimetizza
Parole memorabili: “Per il Ku Klux Klan, Zelig, ebreo capace di trasformarsi in negro e in pellerossa, rappresenta una triplice minaccia.”
Regia: Allen ha fatto un film originalissimo, non solo per la trama, ma anche per ciò che ha fatto con la macchina da presa: a volte non sai quando le immagini sono d’archivio o girate per l’occasione.
Attori: Allen è il solito geniaccio, con le sue battute memorabili, ma qui mi stavo quasi per innamorare della Farrow.
Soggetto e sceneggiatura: Ma dove hanno preso lo spunto? Dal regista ci si poteva però aspettare una svolta psichiatrica, quello è un elemento ricorrente nei suoi film che doveva essere sviluppato.
Dialoghi: Spassosissimi quelli con Mia Farrow.
Colonna sonora: Sono state scritte vere canzoni originali sul camaleonte…
Effetti speciali: Quasi quasi sono migliori di quelli di Forrest Gump…
Tecnologia nel film: E’ ambientato negli anni ‘30, non ci possiamo aspettare niente di eccezionale…
I miei Oscar: Sceneggiatura, effetti visivi
Gli Oscar veri: Un David di Donatello…
Schede: Filmtv, Mymovies, Wikipedia, IMDB
Prosecuzione delle vicende: Come avrebbe Zelig affrontato il maccartismo e Nixon?
Sondaggio:
Meglio di, peggio di: Meglio dei film recenti del regista, peggio di pochi altri film.
Stesso genere: The Truman show, Forrest Gump, Oltre il giardino
Riflessioni e ricordi: Ho aspettato anni per rivedere questo film, un mito della mia giovinezza, come tutti quelli che l’hanno preceduto. Quando vuoi riflettere sul conformismo e sul sogno americano si deve guardare anche questo film.

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