Si potrebbe dire che Hugh Grant interpreti lo stesso personaggio di Quattro matrimoni e un funerale, ruolo che mi piace e che l’attore alterna a quello bastardo di About a boy e de Il diario di Bridget Jones. Si potrebbe anche dire che Julia Roberts faccia la diva, e se lo permette anche interpretandone il ruolo, prendendosi anche un pò in giro (anche se il l’ha raggiunto in Ocean’s twelve, quando gli altri di Ocean notano la somiglianza…).. I protagonisti quindi sono un inglese e un’americana, come la produzione del film. Si salva la metà inglese, quella scritta da Richard Curtis, stesso sceneggiatore di Quattro matrimoni e un funerale e Love actually, quella degli amici del protagonista, quella dei doppi sensi di Hugh Grant. L’altra metà, quella americana, ha voluto un secondo temo fiacco e un finale troppo sulle righe, troppo assurdo. Ma la cosa peggiore è Julia Roberts, che non funziona, troppo diva, troppo calata nel ruolo. Non potevano chiamare qualche altra attrice, magari non troppo emergente, ma nemmeno sulla cresta dell’onda come Julia? Questa “alchimia” ha funzionato al botteghino, ha ampliato la popolarità dell’attrice, ma con me non ha attaccato: ho visto il film senza divertirrmi tanto, se non nelle trovate di sceneggiatura di Curtis.
La scena più bella, meglio girata:
Il blog
I commenti
Le notizie
I film più discussi nei blog
Colonne sonore
Novità del blog
Feed consigliati
Playlist
Film registrati dalla tv
Microrecensioni
Non ce la faccio









Commenti Recenti