L’ultimo bacio

Sono arrivato alla scena di Stefania Sandrelli che interrompe il lavoro di psicanalista di suo marito, quindi non sono riuscito ad arrivare alla fine de L’ultimo bacio. Prima di rivederlo ricordavo la colonna sonora, una musica che ritengo piuttosto angosciante, che si dovrebbe abbinare al ritmo sostenuto del film. Poi, guardandolo mi sono accorto di essere davanti a una fikscion mascherata da film: non è per gli attori, ce ne sono di bravi, ma per la storia di trentenni alla soglia delle responsabilità e per la vacuità delle proteste di fronte ad esse di alcuni di loro, argomento peraltro non esplorabile da ciò che passano ora in tv. Muccino ha citato Fandango nel brindisi dell’addio al celibato, “a ciò che siamo, a ciò che saremo…”: troppo banale, e mi fa sfigurare il film con Kevin Costner. Potete guardarlo se siete alla soglia dell’età dei protagonisti, se state per sposarvi, se siete in vena di proteste contro la famiglia, o se siete affetti da quella che ormai è diventata una patologia: la sindrome da Peter Pan.

Per questo film ho speso i soldi del cinema e i soldi di un dvd vergine: posso chiedere il rimborso a qualcuno?

2 Risposte a “L’ultimo bacio”

  1. mauchi Dice:

    Forse devi rivederlo, ovviamente i pareri non sono mai oggettivi, perchè per me è uno dei film più belli del 2000.
    Colonna sonora meravigliosa con Mina. Vanoni e la splendida Ultimo Bacio cantata da Carmen Consoli.

  2. agegiofilm Dice:

    Io non parlo delle canzoni originali (non so quante volte ho ascoltato la canzone della Consoli), ma della partitura per archi che accompagna tutto il film: c’è un che di angoscioso in essa. Poi su L’ultimo bacio c’è sempre stata una certa divisione, anche tra i critici

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