Pleasantville
Cosa da colore alla vita? Il sesso, l’amore, la pittura, il rock, i libri, la famiglia, o le emozioni che tutto ciò può dare? A parte questa domanda retorica (esclusa la pittura, della quale non ho mai capito una cippa), ciò che mi sorprende di Pleasantville è l’uso dei colori. Avete presente la bambina dal cappotto rosso di Schindler’s list? Il film, o almeno le vicende principali, partono dal bianco e nero, con l’inserimento prima di particolari. poi di oggetti, paesaggi e persone in un crescendo di colori inseriti nella pellicola insieme al bianco e nero. Lo so, siamo alle sequenze di pochi secondi che costano milioni di dollari (vedi il documentario della lotta di Anakin/Darth Vater nel dvd de La vendetta dei sith), e gli effetti speciali possono ancora soprenderci. Pleasantville invece usa i colori, un elemento ormai naturale dello schermo, piccolo o grande che sia, come pochi film hanno saputo fare (a me viene in mente Al di là dei sogni…), e li pone al centro della storia, in un mondo in bianco e nero alla Truman show, dove tutto è preordinato, meccanico, previsto o prevedibile, dove tutto è stabilito dalle sceneggiature del telefilm. Con questo film il regista, figlio di uno sceneggiatore perseguitato durante il maccartismo, ha forse voluto denunciare il grigiore della normalità e delle idee comuni, e ci è riuscito in pieno.






Maggio 2008, 12 alle 8:14 pm
Il regista ha fatto un uso davvero originale del colore: si inizia in America, vita frenetica, colori praticamente normali. Poi si entra nella cittadina di Pleasantville, in cui tutto è in bianco e nero, Queste tonalità neutre hanno una connotazione molto negativa, non solo perché nascondono la vera bellezza della natura e delle persone, ma anche perché simboleggiano l’antico, la tradizione, la chiusura mentale, che vengono contrapposte ai colori vivi, in particolare il rosso, il verde e il blu, che invece rappresentano la novità, il progresso, l’uscire fuori dagli schemi e dalle imposizioni. Infatti, solo alla fine, quando i personaggi prenderanno a poco a poco coscienza della libertà loro negata dal tradizionalismo, cominceranno ad apparire i primi colori vivi, come il rosa sulle guance… simbolo di peccato… finché tutta Pleasantville, conosciute le vere bellezze della vita, dirà sì ai colori!
Maggio 2008, 13 alle 6:49 am
Ecco cosa mancava alla mia recensione, grazie!!!!