Unbreakable

Un film sui fumetti, con superoi, ma senza effetti speciali. Questo è Unbreakable, che preferisco a The sixth sense. Il motivo è stato già detto, ma c’è dell’altro: ad interpretarlo ci sono Samuel L. Jackson, qui magrissimo, e Bruce WIllis, mai visto così tranquillo, forse a causa del regista, uno che se la prende comoda con la cinepresa, ossia Michael Night Shyamalan. Se WIllis fa il supereroe non consapevole dei suoi poteri, a rubargli la scena, a mio avviso, è l’altro protagonista, appassionato di fumetti con i supereroi, ma con le ossa di vetro, talmente fragili che alla nascita risulta essere già fratturato. (nel vedere questo film oggi non mi ricordavo della prima scena, quella del parto, fatta allo specchio, e mi sono quasi ubriacato). Nel prosieguo il film cita pochi eroi conosciuti, anzi, è parco, come nell’uso degli effetti speciali forse ai più invisibili. Il film più strano su degli eroi di fumetti, specie per la lentezza con cui si sviluppa, pur non superando i 100 minuti. Ci sarà un sequel?

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