La vhs di questo film faceva parte di quelle che la mia edicolante aveva conservato per me nel 95/96: un giorno sarei passato a pagarle aveva pensato, un giorno io avrei visto La leggenda del re pescatore. Lo feci, e ne rimasi innamorato, come per tutti i film con Robin WIlliams, che fa pure dei brutti film, ma è simpaticissimo e per questo mi piace. Ne La leggenda in verità fa poche delle sue solite battute, ma è il ruolo di matto a dispensare simpatia. La leggenda lo si può guardare per ridere e per le scene romantiche, come ho fatto io per anni, o per il tono drammatico, come mi è successo ieri: homeless, malattia mentale, sconfitte della vita, sono elementi che danno un mood diverso al film. A fare da collante nei diversi toni de La leggenda c’è Jeff Bridges, con la sua faccia da schiaffi.
Questo film è stato diretto da Terry Gilliam, uno dei miei registi preferiti e uno dei “grandi registi” secondo le recensioni dei miei film. Ho imparato a conoscerlo per Brazil, la cui vhs stava anch’essa molti anni fa nello scaffale dell’edicola a me dedicato, ma con gli anni ho scoperto che è un genio. I suoi film sono riconoscibilissimi, per le tecniche di ripresa, per gli elementi stranianti presenti nelle scene, per le sceneggiature scelte o soprattutto scritte, quasi al limite del fantasy. Una cosa che non sapevo di lui è che un asteroide ha il suo nome. Un’altra cosa che non ricordavo è che ha scritto e diretto Brian di Nazareth (recensito qui da Cineblog), film che in videoteca ho visto noleggiavano praticamente in saldo, nascosto tra i film di serie b o c.
Altro film che mi ha fatto conoscere Terry Gilliam è L’esercito delle dodici scimmie.
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