Mi piace guardare questi film degli anni ‘60 per il ritratto che i registi fanno dell’Italia di allora, ma soprattutto per vedere all’opera i grandi attori del cinema italiano. Potete parlarmi di Scamarcio, di Accorsi, di Germano, ma Gassman, Tognazzi, Sordi, etc. sono insuperabili. Oggi ho visto I complessi, film di tre episodi di tre registi diversi che parla di come affrontano tre diversi personaggi le loro paure. Non ne voglio parlare, perché questi film sono solo da guardare, rimpiangendo un certo cinema di tanti anni fa.
A interpretare I complessi ci sono tre attori per i quali è nato un certo interesse: da piccolo, non me lo so spiegare, avevo una certa simpatia per Ugo Tognazzi e la sua faccia; invece solo dopo aver visto alcuni suoi film, ho iniziato ad apprezzare Sordi; Manfredi è in fondo alla “playlist”, perché il mio ricordo di lui è sempre associato a personaggi che si lamentano…boh…
Ecco alcune cose che non sapevo di loro:
- Tognazzi aveva formato una tribù di stanza a Torvajanica con le diverse donne e la loro prole;
- durante gli anni del terrorismo Tognazzi e quelli del Male hanno fatto una cazzata scrivendo su dei quotidiani che l’attore era a capo delle Brigate Rosse, la prima bischerata, anticipatrice di Amici miei… (questa la pagina di Wikipedia su di lui)
- Sordi è stato espulso dalla scuola di recitazione di Milano per la sua pronuncia dialettale (a questo punto dovete vedere il suo episodio de I complessi…) (Wikipedia dedica una pagina anche a lui)
- Manfredi ha interpretato il poeta Garcia Lorca (l’ho letto qui)
Alberto Sordi a Sanremo:










