Si può parlare d’amore in un film sull’Irlanda, sull’IRA? Una scelta d’amore parla di due madri che affrontano la prigionia e le proteste dei figli aggregati all’IRA. Due madri diversissime, che cambiano le loro opinioni stando insieme e lottando con i propri figli contro il governo inglese. Un film duro, secco, veloce, senza tanta retorica e per questo lo preferisco a Nel nome del padre, scritto anch’esso da Jim Sheridan. Se volete farvi un’idea sulla storia irlandese degli ultimi anni dovete anche guardare The boxer, dove Daniel-Day Lewis, protagonista anche di Nel nome del padre, esce di prigione dopo 14 anni, senza coprirsi d’infamia nei confronti dell’IRA, ma restando innamorato della moglie di un prigioniero dell’esercito repubblicano. Cerca di rifarsi una vita e di pensare al futuro con la boxe, e, nel periodo in cui l’IRA vuole riporre le armi per un accordo con il governo inglese, cerca di favorire la riappacificazione. Ma ci sono i duri e puri che non accettano la pace e l’amore del boxer. Un amore nato a 18 anni, conservato nel silenzio della prigionia, senza voler essere ricambiato, solo che la sua bella è la figlia del capo dell’IRA di Belfast.
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