Indiziato di reato

Marzo 2008, 16

La prima ombra della storia degli Stati Uniti nel dopoguerra è stata il maccartismo, ritratto dal liberal George Clooney in Good night and good luck, ma anche dal meno politico Woody Allen ne Il prestanome. Hollywood ha sempre avuto un certo credito verso il maccartismo, una cambiale però mai riscossa fino in fondo. In Indiziato di reato recita Robert De Niro, che di solito interpreta ruoli da cattivo (ricordatemi voi un ruolo da buono!!), ma qui è un regista che cerca di barcamenarsi pur essendo stato dichiarato “comunista”, e allontanato dall’industria del cinema. Per poter lavorare si presenta davanti alla commissione sulle attività antiamericane, ma non fa i nomi di nessuno. Nel film ha una piccola parte anche Martin Scorsese, che, lui si, si dichiara agli amici comunista ed emigra a Londra. Altro film che spiega le pieghe della storia.


Sbatti il mostro in prima pagina

Marzo 2008, 16

E’ diventata una frase comune, ma ciò lo si deve a un film del ‘72, con il mai troppo compianto Gian Maria Volontè. L’attore italiano più impegnato è qui diretto da Marco Bellocchio, quindi è un film assolutamente politico: contro il sistema, contro i borghesi, contro l’informazione di regime, che qui è rappresentata da Il giornale (ancora quotidiano fittizio perché sarebbe nato qualche tempo dopo), diretto da un inquietante Volontè, che strumentalizza un delitto per fini politici. Erano gli anni ‘70, il decennio della strategia della tensione, del terrorismo, del post ‘68, dell’impegno, cose di cui ero appassionato quando avevo vent’anni. Adesso pare tutto un pò datato, ma rimangono attuali due cose: l’influenza della stampa sull’opinione pubblica, forse ora più libera con internet, e la faccia di Ignazio La Russa, ripreso in un comizio del M.S.I. di quegli anni.


Una scelta d’amore - The boxer

Marzo 2008, 16

Si può parlare d’amore in un film sull’Irlanda, sull’IRA? Una scelta d’amore parla di due madri che affrontano la prigionia e le proteste dei figli aggregati all’IRA. Due madri diversissime, che cambiano le loro opinioni stando insieme e lottando con i propri figli contro il governo inglese. Un film duro, secco, veloce, senza tanta retorica e per questo lo preferisco a Nel nome del padre, scritto anch’esso da Jim Sheridan. Se volete farvi un’idea sulla storia irlandese degli ultimi anni dovete anche guardare The boxer, dove Daniel-Day Lewis, protagonista anche di Nel nome del padre, esce di prigione dopo 14 anni, senza coprirsi d’infamia nei confronti dell’IRA, ma restando innamorato della moglie di un prigioniero dell’esercito repubblicano. Cerca di rifarsi una vita e di pensare al futuro con la boxe, e, nel periodo in cui l’IRA vuole riporre le armi per un accordo con il governo inglese, cerca di favorire la riappacificazione. Ma ci sono i duri e puri che non accettano la pace e l’amore del boxer. Un amore nato a 18 anni, conservato nel silenzio della prigionia, senza voler essere ricambiato, solo che la sua bella è la figlia del capo dell’IRA di Belfast.


I migliori film di oggi, domenica 16/3

Marzo 2008, 16

Per gli altri film della settimana cliccate qui.

Il trailer di Insomnia (in inglese) :