Forrest Gump
Ne sentivo parlare fin troppo, così una delle prime videocassette che ho noleggiato è stata quella di questo film. Da quando è uscito e fino a quel momento sapevo anche che aveva una colonna sonora bellissima, di brani originali che non avevo mai ascoltato. Ora apprezzo il collegamento quasi perfetto tra storia e musica, spesso rock, spesso di buona qualità. Altra cosa che salta all’occhio è l’uso degli effetti speciali, che hanno meritato veramente l’Oscar (e non per niente sono quelli della factory di George Lucas), e che permettono al protagonista di attraversare tutta la storia popolare americana, da Elvis Presley in poi. Ad una ulteriore visione, se non si notano gli elementi precedenti, si può prendere in giro Forrest per la sua idiozia, per il suo Q.I., per il suo rappresentare, secondo Mereghetti, la “maggioranza silenziosa” americana. Poi ci si accorge dell’amarezza del film, qualcosa che si vede nell’ultima parte di Forrest Gump: Jenny, fidanzata di una vita del protagonista, oltre che essere madre single si ammala di un non specificato virus, che nel ‘94, dopo che Tom Hanks ha vinto l’Oscar per Philadelphia, non può che essere uno. A parte questo con gli anni ci si accorge che Forrest può essere anche un eroe buono in una favola a volte malvagia.
Ha vinto un fracco di Oscar:
- miglior film
- miglior regia
- miglior attore protagonista
- miglior sceneggiatura non originale
- miglior montaggio
- migliori effetti speciali
Altre nomination per:
- miglior attore non protagonista (Gary Sinise)
- miglior fotografia
- miglior scenografia
- miglior trucco
- migliore colonna sonora
- miglior sonoro
- miglior montaggio sonoro
Una delle poche colpe di Forrest Gump è il product placement di varie aziende, come la Nike, per la quale è stato fatto uno spottone sulle note di Running on empty di Jackson Browne. A dirla tutta questa canzone mi mette voglia di ricominciare a correre…Ecco il video da Youtube, Jackson Browne dal vivo con Bruce Springsteen:










