Uno dei primi film sui serial killer. Alla prima visione, senza aver letto nessun libro di Harris o di Patricia Cornwell, non mi ha spaventato tanto. Poi, le volte successive che l’ho visto, anche e soprattutto dopo aver visto altri film sul tema, con una specie di mania nel ‘98, e dopo l’ultima visione, mi sono reso conto che non è solo il miglior lungometraggio sul tema, ma il miglior thriller che possiedo. Due scene mi hanno fatto alzare il pollice definitivamente questa volta: la scena dell’ingresso in casa del thriller, e quella degli infrarossi, che penso Jodie Foster abbia interpretato veramente al buio. Poi c’è Hannibal, l’uomo nero, il padre dei serial killer, che oltre ad avere un olfatto decisamente sviluppato, possiede delle capacità mentali e intellettuali, essendo anche uno psichiatra, che fanno ancora più paura della storia.
Gli Oscar che ha vinto:
- miglior film
- migliore regia
- miglior attore protagonista (Anthony Hopkins, ecchisennò?)
- migliore attrice protagonista (Jodie Foster)
- migliore sceneggiatura non originale
Era anche candidato per il Miglior sonoro.
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