Il padrino - Parte I

Oggi, un qualsiasi giorno di febbraio, tra San Valentino e l’8 marzo, ho deciso di trattarmi bene con Il padrino. Un film eccezionale, che ho visto per la prima volta solo nel 2000, un sabato notte, quando Italia 1 mandava dei bei film: me ne parlavano tutti, ne sentivo parlare anche troppo, per le battute (andare ai materassi, “la droga è sporca”, detto da Vito Corleone…), i dialoghi, le scene, la colonna sonora e tutto il resto; devo dire anche che quella volta non ero abbastanza concentrato, e ho capito poco della trama. Solo successivamente, con più calma e l’acquisto della videocassetta, ho potuto apprezzarlo appieno. Alla fine risulta essere un must e un cult per ogni appassionato di cinema.

Ho scoperto che il film in questione non è un capolavoro voluto, ma un mezzo per racimolare qualche soldo da parte del regista, famoso anche per le sue vicissitudini economiche. Fatto sta che ha vinto tre Oscar, come miglior film, per Brando protagonista (naturalmente), e per la sceneggiatura, tratta e scritta da Puzo con il regista. Ha avuto altre nomination, per cui spiccano i tre personaggi candidati come non protagonisti (Al Pacino al secondo film recitato, Robert Duvall e James Caan), tutti insieme per un solo film. Altre candidature erano quella per la regia a Coppola, per il montaggio e per i costumi.

Due personaggi che amano Il padrino e me lo hanno fatto amare sono Billy Crystal, che lo cita in diversi suoi film, e Maurizio Crozza, che ne ha fatto una parodia:

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