Questo sarebbe un dvd perfetto, peccato che Le regole dell’attrazione l’abbia comprato in vhs in superofferta, 2 euro, come le cassette di Nightmare. Due scrittori quasi maledetti per due film che hanno avuto problemi di censura in Italia, Chuck Palahniuk del quale potrei leggere alcuni libri, e Bret Easton Ellis, del quale ho tentato di leggere American Psycho. Quest’ultimo titolo è richiamato non vi dico come anche nel film di Roger Avary, sceneggiatore de Le iene e Pulp fiction.
Quando era uscito a noleggio avevano messo la brutta locandina di Fight club nella vetrina della videoteca, e per questo non ne ero attratto. Poi, forse il pomeriggio di una domenica noiosa, ho noleggiato il film, ed è stato un iniziale colpo di fulmine. Bravi entrambi gli attori, bella la fotografia, ma poi, alle successive visioni, quando ho cercato dei contenuti, è risultato tutto confuso, troppa carne al fuoco che purtroppo svaluta il film del geniale David Fincher, quello di Seven e The game.
Invece Le regole dell’attrazione sembra essere un American pie ancora più volgare e trasgressivo, per cui ci sono stati molti tagli. E proprio per questo ho comprato il vhs. Ecco, quindi che sarebbe un dvd perfetto anche per i tagli che entrambi i film hanno subito nelle versioni italiane (e nei passaggi tv se si guarda Fight club).
Il blog
I commenti
Le notizie
I film più discussi nei blog
Colonne sonore
Novità del blog
Feed consigliati
Playlist
Film registrati dalla tv
Microrecensioni
Non ce la faccio









Allora Gegio, con calma. Finchè si parla di films, siamo nel campo dell’aleatorio e si può sostenere tutto ed il contrario di tutto. Quando invece si entra nel campo dei libri, occorre essere oculati, anche se oggigiorno pubblica libri chiunque, anche Ficarra e Picone. Detto ciò, il Fight Club film credo sia l’unico caso al mondo, dalla preistoria ad oggi, in cui il film è superiore al libro. Viceversa, American Psyco libro è una sorta di capolavoro (fu Tubacity a consigliarmelo), tanto che mi rifiuto di vedere il film, che non potrà mai e poi mai riprodurre l’atmosfera mentale del nostro Patrick Bateman che va al Dorsia col suo cappotto (armani). E’ significativo quanti attori hanno declinato di interpretare il personaggio.
Da anni vado in una fornitissima e aggiornatissima biblioteca, una delle migliori della zona, ma non riesco a leggere un libro: sotto Natale ho approcciato la storia del cinema di Fofi e Morandini, ma sono arrivato a poche pagine, forse sotto pressione per l’impegno di vedere le mie trilogie preferite entro una certa data. L’argomento meriterebbe un blog a parte, soprattutto per gli stravolgimenti che Hollywood fa dei libri in fase di sceneggiatura, ma io ho scelto il cinema, una mezza via tra il disimpegno della tv e l’impegno che anche gli scrittori citati qui richiedono. Vogliamo poi parlare di Stephen King, uno degli scrittori più commerciali, ma anche più adattati in film? Quando vado in pensione mi dedicherò alla letteratura, dalla fine dell’800 in poi, questo è il mio sogno.